Il Senato ha approvato il decreto Milleproroghe 2025.
Il testo ora passa alla Camera, senza margini di modifica considerato che deve essere convertito entro il 25 febbraio prossimo.
Per quanto riguarda la definizione agevolata delle cartelle si è allontanata definitivamente (almeno nel Milleproroghe) la possibilità di una rottamazione quinquies.
Non trova spazio inoltre la proroga per l’adesione al concordato preventivo biennale precedentemente proposta, così come la misura di salvaguardia per le auto aziendali.
L’intervento potrebbe però essere riproposto in successivi interventi normativi.
Rottamazione quater
In materia fiscale l’emendamento finalizzato a ottenere la proroga della rottamazione quater, dopo il suo ritiro, è stato riformulato e approvato.
La disposizione prevede nel dettaglio che “Limitatamente ai debiti compresi nelle dichiarazioni precedentemente effettuate per l’adesione alla rottamazione quater, i debitori che al 31 dicembre 2024 sono decaduti dal beneficio possono essere riammessi rendendo la dichiarazione di riammissione entro il 30 aprile 2025.”
Sulle somme dovute dovranno essere calcolati gli interessi del 2% annuo a partire dal 1° novembre e il pagamento potrà avvenire in una soluzione unica entro il 31 luglio 2025 o in dieci rate al massimo dello stesso importo. I dettagli in ogni caso saranno comunicati in seguito.
Le novità per le scadenze fiscali
Modificate le scadenze e le tempistiche relative alla dichiarazione dei redditi 2025 con la modifica alle date di pubblicazione dei modelli definitivi di dichiarazione dei redditi.
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Scadenza |
Prima |
Dopo |
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Data ultima per il Fisco per la messa a disposizione dei programmi per l’adesione al concordato e per la compilazione degli ISA |
15 aprile 2025 |
30 aprile 2025 |
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Data di pubblicazione dei modelli definitivi di dichiarazione dei redditi |
28 febbraio 2025 |
17 marzo 2025 |
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Data a partire dalla quale sarà possibile presentare la dichiarazione dei redditi |
15 aprile 2025 |
30 aprile 2025 |
Restano al momento immutati invece i termini per i contribuenti.
Dal Milleproroghe arriva poi il “salvagente” per i comuni che non hanno rispettato le scadenze per l’approvazione e la pubblicazione delle delibere per il calcolo IMU 2024.
Si considerano valide quelle trasmesse fino al 7 febbraio, con il conseguente obbligo per i contribuenti con immobili nei Comuni interessati di ricalcolare e versare il conguaglio dovuto entro il 28 febbraio.
Polizza Catastrofale
Tra le possibili novità che sembrava dovessero arrivare con la conversione in legge del decreto Milleproroghe c’era anche un nuovo rinvio dell’entrata in vigore dell’obbligo per le imprese di sottoscrivere una polizza catastrofale ma le diverse proposte di emendamento non hanno passato l’esame.
Al momento il termine resta quello fissato, proprio dal Milleproroghe, al 31 marzo 2025.
Transizione 5.0
Viene allargato il perimetro degli investimenti ammissibili al credito d’imposta anche agli investimenti effettuati prima della comunicazione preventiva, a patto che siano avviati dal 1° gennaio 2024.
Economia e finanze
L’annotazione nel registro nazionale degli aiuti di Stato delle misure straordinarie adottate per contrastare il COVID-19, con riferimento all’IMU dovrà essere effettuata entro il 30 novembre 2025.
Viene estesa anche la sospensione delle responsabilità legate alla mancata registrazione di misure straordinarie relative all’IMU fino al 31 dicembre 2025.
Terzo settore
Proroga anche per il nuovo regime di esenzione IVA per le operazioni realizzate dagli enti associativi del Terzo settore.
Entrerà in vigore dal 1° gennaio 2026.
Turismo, ambiente e sport
Gli operatori turistici potranno accedere a i crediti fiscali e ai contributi a fondo perduto fino al 2025 per migliorare le loro strutture.
La normativa proroga al 31 dicembre 2027 l’obbligo per le società sportive professionistiche di prevedere, nei propri atti costitutivi, un organo consultivo con pareri obbligatori ma non vincolanti per tutelare gli interessi dei tifosi.
Lavoro
Viene prorogato di 12 mesi il termine, previsto dall’art. 19, c. 1 del Dlgs 81/2015, entro il quale i datori di lavoro nel settore privato possono stipulare contratti a tempo determinato di durata superiore a 12 mesi e in ogni caso non superiore a 24 mesi.
Si tratta della causale costituita da esigenze di natura tecnica, organizzativa o produttiva, individuate da atti tra datore di lavoro e dipendente stipulati entro il 31 dicembre 2024.
La norma proroga tale termine al 31 dicembre 2025.
Resta fermo che tale causale è valida solo qualora i contratti collettivi di lavoro applicati in azienda non individuino le fattispecie di ammissibilità della medesima durata in deroga. Viene, quindi, riconosciuto alle parti sociali più tempo per negoziare soluzioni adeguate per i diversi settori dell’economia.
Fatturazione elettronica
Si proroga al 31 marzo 2025 il termine dell’esenzione dall’obbligo di fatturazione elettronica delle prestazioni sanitarie verso consumatori finali.
Agricoltura
Si mette a regime l’applicazione delle misure per il contenimento della diffusione del batterio xylella fastidiosa, che autorizzano il proprietario, il conduttore o il detentore a qualsiasi titolo di terreni di procedere, previa comunicazione alla regione, all’estirpazione di olivi situati in una zona infetta dalla Xylella fastidiosa, in deroga a quanto disposto dal decreto legislativo luogotenenziale 27 luglio 1945, n. 475 e ad ogni disposizione vigente anche in materia vincolistica nonché in esenzione dai procedimenti di valutazione di impatto ambientale e di valutazione ambientale strategica e dal procedimento di valutazione di incidenza ambientale.
Politiche sociali
Si proroga il periodo di transitorietà del cinque per mille dell’IRPEF, limitatamente alle ONLUS, per consentire a dette organizzazioni di essere interessate inter alia, anche per il 2025, dal riparto del beneficio del cinque per mille dell’IRPEF.
